martedì 22 settembre 2015

La Meccanica del Cuore | Mathias Malzieu



La Meccanica del Cuore è una danza, per riprendere le tante immagini evanescenti sulla cantante e ballerina protagonista descritte nel libro.

Impossibile non cogliere nelle parole dell’autore un che di musicale, una certa cadenza ritmica o addirittura poetica. E per questo non mi sono per niente sorpresa quando, nel bel messo della lettura mi sono chiesta chi fosse questo Malzieu (chiamatemi ignorante ma non l’avevo mai sentito nominare), che ho quindi scoperto essere il leader di una famosa rock band francese.
Con la musica ci sa fare, il nostro narratore, colui che interpreta e riporta sotto forma di delicati petali di parole i pensieri del piccolo Jack. Come già scritto nella trama sul retro della mia copia, le atmosfere dense che si assaporano nel corso del romanzo rimandano a quelle burtoniane, alla “Nightmare Before Christmas”.
La storia narra di una crescita, una grande metafora di quello che è il cammino che probabilmente ogni persona su questa Terra ha compiuto nei riguardi dell’amore. Dapprima immaturi, giovani e inesperti, gli uomini si avvicinano si scaldano per poi tuffarsi tra quelle fiamme tanto accoglienti e affascinanti, per poi, con il passare del tempo, delle stagioni, delle giornate, finire bruciati, gridando di un dolore secco e assoluto.
Questa è la storia d’amore di cui parla questo romanzo, quella che paradossalmente si sviluppa tra il protagonista e l’amore stesso. Un cuore malato, come quello di Jack, mai avrebbe dovuto amare, ma l’uomo rischia, l’uomo è fatto per il rischio quasi quanto è fatto per donare tutto se stesso ad un’altra anima sola e fragile almeno quanto lui. È questo quello che ci vuole far capire Malzieu, o almeno è questo quello che io ho sentito essere il messaggio principale della storia. 

Si nasce, si ama, si soffre, per poi ricominciare.

E l’amore offerto a noi da questo libro è rappresentato nelle sue più svariate forme, ed è tanto forte da far star male chiunque lo provi. Due amanti convinti di quello che sentono ma delusi dalla loro storia passata, costretti a tenersi lontani, una madre che protegge se stessa amando visceralmente il proprio figlio rubato alla notte più fredda di tutti i tempi.

Un tic tac incessante nel petto, la vista annebbiata, qualsiasi mancanza fisica può nascondere dietro di se la paura di mettersi in gioco nella complessa e intricata meccanica del cuore.

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