martedì 22 settembre 2015

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve | Jonas Jonasson

Brillante, esilarante, geniale e assurdo al tempo stesso.
Questo romanzo tiene incollati alle pagine e nello stesso momento alla sedia (durante la lettura si rischia lo svenimento, per risate e/o sorprese varie ed eventuali).
Il carnevale di personaggi che animano la storia resta impresso nella mente di chi li conosce man mano, pagina dopo pagina, attraverso il punto di vista dello strampalato e unico nel suo genere Alan Karlsson. La prosa è frizzante, ironica, sarcastica, ben studiata e ciò risalta nella capacità dell'autore di reinventare eventi storici mantenendo costantemente il controllo della trama e dell'intreccio.
Sono probabilmente arrivata un po' in ritardo con la mia strabiliante "scoperta" di questo romanzo e quindi di questo autore, ma ciò che a prima vista mi sembrava un classico best seller ,di quelli da spiaggia, venduti ai lettori occasionali, si è trasformato nella mia testa, durante la lettura, in un libro con la L maiuscola.
L'originalità e la maestria con cui viene caratterizzato Alan, il protagonista, per mezzo delle incredibili avventure che vive, fanno comprendere quanto Jonasson abbai studiato l'intero personaggio e quanto allo stesso momento il tipo di Alan sia spontaneo e naturale. Moderno Forrest Gump, nuovo Mister Bean, così è stato soprannominato dalla critica il singolare protagonista di questo romanzo fuori dagli schemi.
La storia scorre velocemente, tra risate e colpi di scena esilaranti, fino ad arrivare ad un epilogo inaspettato, che strappa un sorriso assenstando l'ultimo colpo di grazia al lettore, che ha imparato a conoscere e ad amare la piccola banda di delinquenti non propriamene convenzionali,e poi la sfilza di personaggi storici messi alle strette dal mitico Alan.
Comprate questo libro e riponetelo nella libreria. Assaporatelo solo quando ne sentirete il richiamo, o semplicemente avrete bisogno di sghignazzare con il naso tra le pagine.

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