Dopo Oceanomare e Smith&Wesson il caso mi ha portato ad
avvicinarmi a uno dei primi libri di Baricco, Seta.
Con un breve romanzo di
poco più di cento pagine lo scrittore ci racconta la storia di un uomo, la sua
vita, i viaggi che ha compiuto e il suo rapporto con l’amore.
Premetto che prima della lettura non
conoscevo né avevo letto la trama e, probabilmente anche dopo la lettura non
sarei in grado di riassumere il contenuto del racconto meglio di come ho già
fatto. Sebbene le atmosfere siano soffuse e intriganti, la scrittura
affascinante come al solito di Baricco, quello che più mi ha lasciata
interdetta è stata la trama. Certo, ho capito quale voleva essere il suo scopo,
ossia descrivere la figura di un uomo che, troppo affascinato da un amore
frutto unicamente della sua immaginazione, arriva a sottovalutare quello che è
invece il vero amore della sua vita, ossia la moglie.
Ma se alla fine dei precedenti
libri di Baricco che mi è capitato di leggere, dopo qualche ora mi sentivo
“illuminata” dal senso del libro, questa volta nessuna illuminazione mi ha
raggiunta. Probabilmente ci vuole ancora del tempo e dovrò continuare a
rimuginarci su a lungo, eppure qualcosa mi dice che solo una rilettura attenta
mi potrebbe portare ad una delle due conclusioni che ho in testa: non sono
riuscita a cogliere a pieno, nella foga di andare avanti e sapere, ciò che lo
scrittore voleva trasmettere,oppure non c’era niente di più da cogliere e il
fine della narrazione era toccare delicatamente l’anima di ognuno con un
insegnamento che per quanto possa sembrare scontato spesso viene sottovalutato.
E’ così vero che gli uomini e le donne cerchino spesso altrove qualcosa che invece
hanno sotto gli occhi nella propria quotidianità?
E’ davvero tanto chiuso
l’uomo da pensare che viaggiare possa renderlo in grado di ampliare i propri
orizzonti, e poi invece trascurare ciò che di unico e speciale gli offre la
propria casa e il proprio porto sicuro e conosciuto?
Questo quello che ho colto
dal romanzo, questi i dubbi e gli interrogativi che Baricco, con la sua prosa
quasi poetica ha fatto sorgere in me. Perfette le scene di viaggio, perfette le
parole che, anche se prive di qualsiasi carattere descrittivo, immergono il
lettore in un’atmosfera eterea e profumata,quale immagino sia quella orientale.
Le espressioni dello scrittore riecheggiano di note e profumi tipicamente
giapponesi. Inutile dire quanto sia piacevole leggerlo, leggere le parole che solo
lui può essere in grado di rendere così poetiche.
In questo periodo di caos e confusione “Seta” mi ha
riportato alla vera me, a quella che mollerebbe tutto e tutti pur di essere se
sessa e perdersi in un libro e tra le sue parole.
Grazie Baricco per questa
rinascita.
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