sabato 7 novembre 2015

Seta | Alessandro Baricco



Dopo Oceanomare e Smith&Wesson il caso mi ha portato ad avvicinarmi a uno dei primi libri di Baricco, Seta. 
Con un breve romanzo di poco più di cento pagine lo scrittore ci racconta la storia di un uomo, la sua vita, i viaggi che ha compiuto e il suo rapporto con l’amore. 
 Premetto che prima della lettura non conoscevo né avevo letto la trama e, probabilmente anche dopo la lettura non sarei in grado di riassumere il contenuto del racconto meglio di come ho già fatto. Sebbene le atmosfere siano soffuse e intriganti, la scrittura affascinante come al solito di Baricco, quello che più mi ha lasciata interdetta è stata la trama. Certo, ho capito quale voleva essere il suo scopo, ossia descrivere la figura di un uomo che, troppo affascinato da un amore frutto unicamente della sua immaginazione, arriva a sottovalutare quello che è invece il vero amore della sua vita, ossia la moglie. 
Ma se alla fine dei precedenti libri di Baricco che mi è capitato di leggere, dopo qualche ora mi sentivo “illuminata” dal senso del libro, questa volta nessuna illuminazione mi ha raggiunta. Probabilmente ci vuole ancora del tempo e dovrò continuare a rimuginarci su a lungo, eppure qualcosa mi dice che solo una rilettura attenta mi potrebbe portare ad una delle due conclusioni che ho in testa: non sono riuscita a cogliere a pieno, nella foga di andare avanti e sapere, ciò che lo scrittore voleva trasmettere,oppure non c’era niente di più da cogliere e il fine della narrazione era toccare delicatamente l’anima di ognuno con un insegnamento che per quanto possa sembrare scontato spesso viene sottovalutato. 
E’ così vero che gli uomini e le donne cerchino spesso altrove qualcosa che invece hanno sotto gli occhi nella propria quotidianità?
E’ davvero tanto chiuso l’uomo da pensare che viaggiare possa renderlo in grado di ampliare i propri orizzonti, e poi invece trascurare ciò che di unico e speciale gli offre la propria casa e il proprio porto sicuro e conosciuto?
Questo quello che ho colto dal romanzo, questi i dubbi e gli interrogativi che Baricco, con la sua prosa quasi poetica ha fatto sorgere in me. Perfette le scene di viaggio, perfette le parole che, anche se prive di qualsiasi carattere descrittivo, immergono il lettore in un’atmosfera eterea e profumata,quale immagino sia quella orientale. 
Le espressioni dello scrittore riecheggiano di note e profumi tipicamente giapponesi. Inutile dire quanto sia piacevole leggerlo, leggere le parole che solo lui può essere in grado di rendere così poetiche.
In questo periodo di caos e confusione “Seta” mi ha riportato alla vera me, a quella che mollerebbe tutto e tutti pur di essere se sessa e perdersi in un libro e tra le sue parole. 

Grazie Baricco per questa rinascita.