domenica 26 gennaio 2014

Who do you want to be?

Bella domanda.
Chi voglio essere?
Un'astronauta? Una ballerina? O forse meglio la tipica parrucchiera?
Il peggior interrogativo della vita si presenta prima o poi davanti a tutti e mi trova tra quella altissima percentuale di persone che a sentire la domanda "Cosa vuoi fare dopo il liceo?" balbetta qualcosa di incomprensibile, arrossisce o sorride gentilmente per nascondere l'odio nei confronti di quella persona qualunque che la ha posta ancora una volta davanti alla sua prima causa di sconforto.
Perchè a riconoscerli i sogni ci vogliono fatica e tempo, non è tutto così chiaro a tutti, purtroppo.
E quando finalmente ti sembra di avercela fatta, dopo anni di indecisioni e di idee assurde, ecco che il tuo sogno è quasi irrealizzabile.
E' difficile distinguere le passioni dai sogni, così sembra che chi mi è vicino mi urli sottovoce, ma io tutta questa grande differenza non la vedo. Vorrei fare della mia passione un sogno, vorrei basare la mia vita su quello che mi fa andare avanti, su quello che mi ha formata. Vorrei spingere le persone a riprendere in mano una cultura che è ormai "di nicchia".
E invece quasi tutto, tutto l'impegno, tutte le soddisfazioni e tutta la competizione che mi ha portato a voler essere sempre la migliore, tutto mi spinge verso il successo assicurato, la bella vita, la vita di chi è grande.
Il grande problema è che questa è la prima grande responsabilità, che può rovinare la vita o renderla un sogno, oppure semplicemente rendere ordinario quello che sarebbe potuto essere straordinario.